L’Esame di Stato e la felice nostalgia

Dopo tre mesi dall’Esame di Stato al Liceo Luigi Galvani di Bologna mi sorprende una felice nostalgia del “mio” liceo. Chi l’avrebbe detto?

La prima leggera pioggia ha segnato l’inizio dell’autunno, come anche lo scricchiolio delle foglie secche sotto le scarpe, ma soprattutto l’inizio della scuola, o meglio per me, dell’Università.

La mia estate è stata lunga, lunghissima, sembra passato “un secolo“ dall’Esame di Stato del 28 giugno con cui sono finiti i miei giorni da liceale. Nell’ultimo mese di scuola desideravo solo che giugno finisse, e con lui tutti i compiti, tutte le interrogazioni e l’Esame di Stato. Ed ora quasi mi dispiace di aver desiderato che il tempo scorresse così veloce!

L’Esame di Stato di quest’anno comprendeva un colloquio orale di circa un’ora, nel mio caso (indirizzo ESABAC) diviso in sette parti: 1_esposizione di un elaborato scientifico (argomento scelto dal prof di matematica e fisica solo un mese prima dell’esame); 2_esame di italiano; 3_esame di storia (in francese); 4_esame di letteratura francese (in francese); 5_esame di scienze; 5_esame di filosofia; 6_esame di educazione civica; 7_esposizione di un progetto PCTO (Percorsi per Competenze Trasversali e Orientamento). 
Dopo settimane insonni e stressanti in vista dell’esame per ripassare tutto il programma con i miei compagni, immagino ricorderemo quei giorni (e quelle notti) come una “passeggiata”, paragonati ai tempi dei prossimi esami che ci attendono. Subito dopo l’uscita dall’aula d’esame ho pensato “tutto qui? era solo questo?” L’esame è passato senza neanche rendermene conto e in un attimo ero già fuori con i miei amici per festeggiare.

Un  piccolo suggerimento a chi prepara l’Esame di Stato (al Liceo Galvani o in altra scuola): nei pochi minuti della tua esposizione cerca di stupire te stesso ed i tuoi professori, è la tua esposizione e puoi veramente decidere come farla, se lo desideri anche con materiale audio-video supplementare o con un poster, o con quant’altro ritieni utile. I tuoi professori saranno ben contenti di vedere/ascoltare come tu hai deciso di presentarti e come hai deciso di coinvolgerli nella tua esposizione.

Quando ho attraversato il portone del Liceo Luigi Galvani il primo giorno di scuola avevo tredici anni ed ero quasi terrorizzata; dopo aver passato quel portone il 28 giugno 2021 ho provato una strana sensazione di tristezza e felicità: una felice nostalgia. Quel labirinto di corridoi, tra aule e scale, che a tredici anni quasi mi spaventava, a diciotto è diventato la mia quotidianità. Conosco ogni metro della scuola e dei suoi sotterranei: il Liceo Galvani è un po’ parte di me!

Se potessi tornare indietro? 

Credo rifarei la scelta di cinque anni fa per frequentare questo liceo, uno dei migliori della città (se non il migliore), a così pochi passi da casa mia… circa 1.200. 

Il Liceo Luigi Galvani rimarrà per sempre nel mio cuore, un caro saluto ai miei bravissimi professori e ai compagni di classe, mi raccomando non perdiamoci di vista!

Infine, se hai domande sul Liceo Galvani di Bologna, per favore evita queste!

Elisa 🙂

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