La Canzone di Achille

Non c’è posto migliore della Grecia per leggere La Canzone di Achille di Madeline Miller: la storia d’amore e morte di Achille e Patroclo.

Immagina una vacanza al mare. Immagina lo sciabordio delle onde e dei gabbiani. Immagina il sudore sulla pelle e il caldo “tropicale” delle isole Cicladi in Grecia. 

Ora immagina anche di leggere un libro in tre. Non da sola/o, ma con altre due persone contemporaneamente. Ecco, così questa estate ho letto La Canzone di Achille di Madeline Miller, in condivisione con Alice e Sveva. Un libro con lettura ad alta voce per tutte noi, a rotazione, come un audiolibro dal vivo!

Come puoi intuire dal titolo, La Canzone di Achille racconta gli avvenimenti descritti nell’Iliade, ma dal punto di vista di un osservatore speciale: Patroclo, figlio di Menezio e di Stenele ed amante di Achille. Come è noto, il più grande eroe della mitologia antica, Achillepiè veloce e figlio della Dea Teti, era omosessuale!

La trama del libro ripercorre quella del poema omerico: ci sono Dei che creano confusione, pestilenze, tempeste e si schierano con alcuni personaggi e le vicende si intrecciano con gli Achei più noti, incluso Odisseo, o Ulisse. Ma soprattutto il libro racconta la vicenda di due ragazzi, Achille e Patroclo, dalla loro adolescenza fino alla guerra di Troia e il doloroso epilogo. 

Nel libro non sono presenti colpi di scena, il finale è noto e non finisce bene per i due protagonisti: Patroclo, travestito da Achille, è ucciso da Ettore ed Achille è colpito a morte da Paride nel suo unico punto debole: il tallone.

E’ una storia d’amore e morte quella di Achille e Patroclo: un’immediata simpatia li unisce come grandi amici, poi come amanti, poi come compagni d’armi fino alla loro avventura nella guerra di Troia. L’ ”ira funesta del Pelide Achille” durante la lunga guerra di Troia non sembra più crudele della guerra stessa, e la sua disperazione è pari a quella di tutti gli uomini e donne quando perdono, in modo così tragico, il proprio compagno/a di vita.  Così Miller immagina un dialogo tra i protagonisti.

– Dimmi il nome di un eroe che é stato felice.-
Riflettei. Eracle era impazzito e aveva ucciso la sua famiglia; Teseo aveva perso la sua sposa e suo padre; i figli e la nuova consorte di Giasone erano stati uccisi dalla sua prima moglie; Bellerofonte aveva ucciso la Chimera ma era caduto dal dorso di Pegaso ed era rimasto storpio.
– Non puoi.- si alzò a sedere e si sporse in avanti.
– Non posso. –
-Lo so. Gli dei non permettono a nessuno di essere famoso e felice. – Inarcò un sopracciglio. – Ma voglio confidarti un segreto. 
– Dimmi.- Adoravo quando faceva così.
– Io sarò il primo. – Mi prese il palmo della mano e me lo promette sul suo. – Giuralo. –
– Perchè io? 
– Perchè sei tu la ragione. Giuralo. 
– Lo giuro. – dissi, smarrito nel rossore delle sue guance, nella fiamma dei suoi occhi.
– Lo giuro – fece eco lui.

Una volta Chirone ci aveva detto che le nazioni sono la più sciocca invenzione dei mortali. “Non c’è uomo che valga più di un altro, e non importa da dove proviene”.

La lettura appassiona e coinvolge al punto da sperare in un destino diverso, meno tragico, per Achille e Patroclo. Ma anche se questo è il suo primo romanzo, Madeline Miller è pur sempre una ricercatrice professionista.

Buona lettura,

Elisa 🙂

“Passammo l’estate su una spiaggia solitaria 
e ci arrivava l’eco di un cinema all’aperto 
e sulla sabbia un caldo tropicale 
dal mare. 
E nel pomeriggio quando il sole ci nutriva 
di tanto in tanto un grido copriva le distanze 
e l’aria delle cose diventava 
irreale.
Mare mare mare voglio annegare 
portami lontano a naufragare 
via via via da queste sponde 
portami lontano sulle onde”

[Franco Battiato, Summer on a solitary beach ]

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